Università Cattolica del Sacro Cuore

L'istituto

L'Istituto di Anatomia Patologica è inserito nell'attività di assistenza, formazione e ricerca del Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" di Roma, struttura di eccellenza che coniuga assistenza sanitaria, ricerca scientifica e aggiornamento continuo degli operatori sanitari.

L'istituto di Anatomia Patologica è organizzato come un'unità che svolge attività di insegnamento e formazione, ricerca e assistenza nell'area che riguarda la diagnostica cito istopatologia, la diagnostica molecolare e la diagnostica autoptica.

Tale area è caratterizzata dalla estrema complessità dei problemi trattati e richiede una pluralità di conoscenze, che comprende l’intero sapere medico, continuamente aggiornato. Infatti la diagnosi della malattia presuppone la conoscenza della normalità e dei processi che portano dalla normalità alla patologia. E tutto ciò per ogni singolo organo ed apparato. Da ciò la esigenza di formare un gruppo di specialisti nei diversi settori della patologia umana e che oggi rappresenta lo staff dell’Istituto di Anatomia Patologica.

L’attività diagnostica autoptica viene svolta presso il Servizio di Anatomia Patologica Macroscopica e conta circa 100-150 casi/annui di particolare interesse clinico-scientifico. L’attività settoria viene anche effettuata su casi richiesti da altri ospedali. Il Servizio di macroscopica ha anche la responsabilità delle indagini immunoistochimiche.

L’attività diagnostica cito istologica fa capo a 3 servizi (Policlinico “A. Gemelli”, Complesso integrato Columbus e Centro di Ricerca e Formazione ad alta tecnologia di Campobasso) con un carico complessivo che supera le 60.000 prestazioni annue, comprensive anche di prestazioni complesse che richiedono la applicazione di metodiche ancillari quali la immunoistochimica, la ibridizzazione in situ e la biologia molecolare.

L’esperienza che viene maturata in campo assistenziale è poi la base per l’attività di ricerca e didattica dell’Istituto, attestata dalle numerose pubblicazioni che vedono membri dell’Istituto fra gli autori (più di 400 negli ultimi 5 anni), dalla partecipazione a diversi progetti di ricerca intrauniversitari e nazionali nonchè dal carico didattico del personale docente.